Piazza Gesuitico

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Piazza ex Gesuitico.  

Tutto quel che c’è da sapere 1404985359335 pist

Quando abbiamo pensato di riqualificare piazza ex Gesuitico attraverso i fondi PIST (Piano integrato di sviluppo territoriale) ci sembrava proprio una straordinaria occasione per realizzare quell’idea di governo della città che ci aveva indotti ad occuparci di politica.

Luglio 2011, i fondi PIST erano lì inutilmente a disposizione già da mesi, ben prima che si alzasse il “vento nuovo”. La prima buona intuizione è stata quella di  ragionare in termini di area vasta, ossia mettere a valore l’Unione dei Cinque Reali Siti, perché solo così si sarebbe potuto accedere a quei fondi. E allora ci siamo concentrati su largo ex Gesuitico. L’idea di intervenire su quel pezzo di città non rispondeva all’esigenza di fare un maquillage ad una parte, sia pure importante, della nostra città, né all’intento di intercettare fondi purchessia. Niente affatto. L’idea era ben diversa e rispondeva all’esigenza di realizzare un progetto sistemico di organizzazione sociale dello spazio. Un modo per coniugare cultura, tradizione, socialità, rispetto dei luoghi, sicurezza, estetica e funzionalità.

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Fabbricato lungo via Vittorio Veneto demolito nel 2013

1402999_660848153948986_819346913_oEravamo, e siamo, convinti tanto per iniziare che la sicurezza di una città si possa realizzare con le persone, più che con le telecamere.  Se quella piazza diventa un luogo vivo di aggregazione sociale , ci siamo detti, diventa automaticamente un luogo più sicuro. L’opera di riqualificazione è stata anticipata dalla copertura wi fi della piazza, cosa che è stata regolarmente realizzata durante l’amministrazione Calvio  , dall’abbattimento di quel fabbricato lungo via Vittorio Veneto che veniva utilizzato per il ricovero di mezzi comunali (realizzato sempre durante l’amministrazione Calvio con fondi comunali)  e dall’accesso ai finanziamenti del G.a.l. (il Gruppo di Azione Locale da cui ci aveva sfilato l’amministrazione Moscarella-Tarantino e in cui ci ha reinserito il sindaco Calvio) per il museo contadino. Anche la partecipazione al bando del Gal, co-finanziato faticosamente dal comune di Orta Nova , entrava in quell’idea d’insieme di ripensamento di quel pezzo di città quale luogo dinamico della nostra cultura.

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il cancello di fianco al municipio

Poi c’era una cosa che proprio non si poteva vedere in quella piazza: un cancello di fianco al municipio le cui chiavi sono state per anni nella disponibilità di privati cittadini che di fatto hanno utilizzato quella porzione di suolo pubblico come fosse proprietà privata. Un abuso, quel cancello, da smantellare proprio nell’ottica della politica che ci eravamo impegnati a praticare di bonifica della città dal degrado e dalla sciatteria in cui è imprigionata.

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il cancello e l’inferriata

Non basta . L’idea era pure di fare in modo che i fondi ingenti impiegati finissero per diventare un investimento anche per il futuro. Quando si è insediata l’amministrazione Calvio le casse , così come hanno certificato all’epoca i dirigenti dell’ente, erano così esangui che si è fatto fatica a chiudere il bilancio consuntivo 2011: nei primi 5 mesi del 2011 l’amministrazione Moscarella-Tarantino aveva speso così tanto che aveva condotto l’ente fuori del patto di stabilità. Ok,ci siamo detti,  rifacciamo la piazza, recuperiamo tutti gli spazi. Va bene, rendiamola funzionale per i giovani, così che possano usarla come luogo di socializzazione. Ma , tenuto conto che al centro della piazza spicca quell’orrore di municipio che oltre ad essere fatiscente, è dispendiosissimo da un punto di vista energetico,  riqualifichiamo anche il palazzo di città. Proviamo a renderlo coerente con il resto della piazza e contestualmente efficentiamolo energeticamente, così riduciamo le spese in maniera strutturale e liberiamo risorse.

alberi

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E adesso veniamo alla pratica.

Sorvoliano sull’estetica: è soggettiva e  certamente oggi è meglio di prima, anche se a parer nostro si sarebbe potuto fare molto meglio!

Il progetto esecutivo approvato dall’attuale amministrazione tanto per iniziare ha espunto l’idea di mettere mani al palazzo di città. Resta , quindi,  nel bel mezzo di una piazza costata oltre un milione di euro,  un palazzaccio sporco e cadente, freddo d’inverno e bollente d’estate che consuma e continuerà a consumare fior di quattrini dei contribuenti ortesi.

Pare già di sentire le obiezioni degli attuali amministratori : “ce lo ha detto la soprintendenza”. È vero, ma la soprintendenza vi ha anche detto , ad esempio, di non tagliare gli alberi che invece poi  sono stati deliberatamente abbattuti .

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et voilà : alberi tagliati!

E , soprattutto, la soprintendenza ha posto la massima attenzione alla pavimentazione in basolato sia bianco che nero assolutamente da non demolire, ma da inserire nel disegno complessivo della nuova pavimentazione.

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situazione pavimentazione pre intervento

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largo gesuitico satellite

in rosso le aree pavimentate con basolato nero e bianco prima degli interventi di riqualificazione

 

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situazione pavimentazione post intervento

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dove è finito il basolato?

Ad occhio mancano parecchie, parecchissime, basole che sono state sicuramente rimosse dalla piazza!

La soprintendenza infine prescrive che i lavori siano affidati ad imprese qualificate ai sensi del d.p.r. 207/2010 nella categoria OG2 cioè qualificate ad operare nel settore del restauro e della manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela.

La ditta vincente si aggiudica la gara con un ribasso del 6% per una economia di circa 66 mila euro. La stessa ditta ne recupererà 53 mila in fase di variante. Le varianti a richiesta dell’amministrazione Tarantino sono: la rimozione degli alberi nel piazzale antistante la chiesa Maria SS. Addolorata,  il dosso in corso Matteotti e la pavimentazione del marciapiedi  di via Trento (intervento proposto tra le migliorie nell’offerta tecnica di un’altra ditta che, tra l’altro aveva offerto un ribasso di quasi  il 20%  , offerta non ritenuta sufficientemente vantaggiosa)  .

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Così la ditta aggiudicataria vince nonostante un ribasso di gran lunga inferiore (6% circa) ai ribassi offerti dalle sue concorrenti che oscillavano da un minimo del 12% a un massimo del 25% e vince sulla base di un’offerta tecnica migliorativa valutata particolarmente qualificante. Ma anche qui non mancano le sorprese: spessore della pietra per la pavimentazione di 10mm piuttosto che di 12mm/15mm  proposto dalle altre ditte; cipressi piuttosto che mandorli, peschi ,  melograni , ulivi, lecci, tigli (“gli alberi avranno la duplice funzione di decorare e ombreggiare l’area nei mesi estivi” cit. relazione al progetto ); “due panchine e un cestino” piuttosto che la ripulitura delle facciate del municipio o l’estensione della pavimentazione al marciapiede di via Trento (quello oggetto di variante a titolo oneroso).

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marciapiedi di via Trento

Potremmo anche non essere simpatici a certuni, ma la nostra è indignazione nel registrare ancora una volta la gestione quantomeno singolare anche di questo progetto. Non è capriccio infantile di ragazzini viziati che qualche evanescente censore del web ci ha addebitato.  Questa è una storia  ancora tutta da scrivere visto che anche questa vicenda è al vaglio delle autorità giudiziarie.  Che lo si sia compreso o no , a differenza di chi ci ha preceduto e di chi ci è succeduto, quando siamo stati chiamati a dirigere la società abbiamo provato ad allungare lo sguardo, ad “alludere a un futuro di trasformazione” piuttosto che accomodarci utilmente in un sistema intriso di commistione tra politica, imprese e tecnici e l’epilogo di quella stagione di governo sta lì a dimostrarlo.

Tutto il resto è sterile esercizio di vaniloquio……in altre parole, noia.

Gruppi consiliari Lista Noi per Iaia e PD Orta Nova

 

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