Alerion vs La Ficora

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E’ ripartito l’affare dell’eolico: Orta Nova senza tutele

Un esercito di giganti d’acciaio sta avanzando dagli Appennini verso il mare Adriatico, inesorabile e potente.

Prima ha invaso le dolci colline del Subappennino, gli avamposti del Tavoliere per chi arriva da ovest, poi si è acquartierato nella picandela-eolico09ana e adesso punta decisamente al mare e forse anche oltre.

Guardiani algidi e severi che interrompono un orizzonte dai colori sottomessi alle stagioni . Il grigio della terra in letargo  che d’inverno si macchia di bianco, il verde che in primavera diventa sempre più intenso e si muove nel vento come onde sul mare, il rosso dei fuochi delle notti d’estate e il nero delle stoppie bruciate sui terreni.

Ma il vero spettacolo è a fine maggio, inizi di giugno, prima della mietitura! Un giallo, così intenso , un sole raddoppiato che diventa “terrestre”, scivola dalle colline, giù giù fino al Tavoliere e poi ancora giù verso il mare. Un fiume di abbagliante bellezza, di profumi, di suoni discreti e pigri.

Una volta!20120630_182533

Poi sono arrivati i moloch d’acciaio, preceduti da distinti ambasciatori con la valigetta e da uno stuolo di tecnici, avvocati, legislatori, funzionari, amministratori, consulenti, imprenditori, teorizzatori, banchieri, opinionisti , giornalisti, super esperti, piazzisti, nani e ballerine. I suoni sono diventati incessanti ronzii, una fitta selva d’ acciaio presidia la piana, e le notti non sono più nere: sono puntellate dalle stelle artificiali ,rosse, intermittenti del bosco di metallo che non dorme mai.

Ma Nina proprio non si rassegna.

E’ cresciuta in contrada La Ficora, dove è nato suo padre e dove suo nonno le raccontava la storia che era passata di lì, dove se l’olmo si ammala lo si cura come un familiare, dove ci si ingegna per riutilizzare l’acqua e non sprecarne neanche una goccia, dove si pulisce il canale senza aspettare che qualcun altro lo faccia, tra i tratturi che una volta erano le vie verdi della transumanza.

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Conosce questa terra palmo a palmo, non le serve google earth sa muoversi anche al buio, la cura e la guarda con amore , non come si guarda a una madre, ma come si guarda a un figlio: con il futuro e la speranza negli occhi.

Nina è giovane, tra poco avrà un bambino e non è andata via dalla campagna, ha studiato e ha deciso che il suo futuro è lì, in fondo allo stesso tratturo da cui è arrivato suo padre,  suo nonno, in questa terra bella e faticosa.

Ma non è quello che vogliamo dai giovani ? Che “tornino” alle campagne, che siano capaci di inventarsi un lavoro, che diventino imprenditori di se stessi e che sappiano essere capaci di mettere in connnessione la saggezza del passato e la sagacia dell’innovazione  del presente ? Che sappiano finalmente mettere in equilibrio natura e civiltà? Non siamo convinti che la “biodiversità e l’agricoltura familiare nutriranno il pianeta”? (cit. Ministro Martina)

Il progresso, la modernità, il nuovo da queste parti però sembra solo voler consumare voracemente , spazzare via quelle risorse materiale e immateriali che nell’ottica strabica dello “sviluppo” sembrano solo vincoli, limiti e vizi.

Alerion è un colosso quotato in borsa che vuole installare un altro parco eolico da 20 pale proprio a contrada La Ficora . Questa non è una favola, è storia contemporanea della nostra terra, della lotta di Davide/Nina contro Golia/Alerion a difesa di un patrimonio che è anche il nostro, in cui il sindaco e l’amministrazione comunale attuale hanno deciso di stare dalla parte di Golia e in cui il sindaco e l’amministrazione precedente erano Davide insieme a Nina a difesa del nostro paesaggio senza più tutele.

Questa è la storia di contrada La Ficora, ma questa probabilmente sarà anche la storia di contrada Barone , di Posta delle Canne e di Tre confini, di Grassano delle Fosse e altre ne verranno, una devastante vendita all’incanto che alcuni tra noi hanno organizzato e stanno continuando, un assalto volgare dove tutto è diventato vendibile prostituendo il territorio e l’ambiente di questa antica terra assolata.

È l’aprile 2013 quando il comune di Orta Nova si presenta per la prima volta in conferenza di servizi  per esprimere tutto il suo dissenso al progetto, che nel frattempo in sede di procedura di VIA aveva già visto ridursi il parco da 20 a 15 pale.

L’assessorato all’ambiente dell’amministrazione Calvio oppone tra le altre , ragioni di natura storico-paesaggistica: è proprio in quella zona che passa un antico tratturo inserito nel piano regionale di tutela del patrimonio paesaggistico, è zona di edifici rurali di carattere storico e poi il territorio di Orta Nova è già saturo di parchi eolici.

20141017_181158[1]Arriva il parere della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia che conferma che nell’area sono presenti percorsi tratturali  e beni sottoposti a provvedimenti di tutela e analogamente fa la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici e il Servizio Assetto del Territorio della regione Puglia . Il parco dalle 20 pale iniziali della richiesta scende a 5.

Il progetto corre il rischio di diventare economicamente poco appetibile e quindi di dover essere abbandonato.

Qualcosa succede però: l’amministrazione Calvio viene spedita a casa .

Arriva l’uomo “nuovo” , il nuovo sindaco , già protagonista della stagione dell’eolico ad Orta Nova, uomo serio e affidabile, la cui politica sull’ambiente può essere sintetizzata in un “bu?!? nn so, forse, vedremo” . Politica che si concretizza a qualche giorno dalla sua elezione: Orta Nova riprende a disertare le conferenze di servizio.

Il parco sale prima a 8 pale e a luglio 2014 Alerion decide di tentare il colpaccio e provare a riportare il parco a 20 pale.

Fa ricorso al TAR per ottenere I’annullamento del verbale della Conferenza dei Servizi del  6 maggio 2014 con particolare riferimento al parere negativo espresso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e della contestuale determinazione di “arresto procedimentale” .

Il resto è storia di oggi.

L’amministrazione Taran70D1862tino decide di non costituirsi in giudizio lasciando così di fatto Nina e tutti noi soli di fronte a Golia/Alerion, oltretutto nascondendosi dietro al tecnico comunale.

Ma anche qui c’è qualcosa di strano.

Nello stesso giorno, lo stesso tecnico, in due note diverse (per contenuto e forma) dice due cose diverse, se non opposte.

Nella prima , al sindaco, all’assessore all’ambiente e al segretario comunale, fa semplicemente il punto della situazione astenendosi da qualsiasi giudizio di merito demandando all’organo politico l’adozione di qualunque decisione ritenesse opportuna.

Nella seconda, indirizzata al responsabile del settore contenzioso, scritta ed editata in maniera assolutamente “inusuale” , ecco che si spinge addirittura in valutazioni di tipo giuridico e guarda caso, sono proprio quelle parole, quelle motivazioni giuridiche “espresse” da un ingegnere che determinano la volontà della Giunta a non costituirsi in giudizio per difendere il parere sfavorevole espresso dall’amministrazione Calvio ad aprile 2013.

Il tecnico incaricato dalla società ALERION per contro dedurre  in merito al preavviso di diniego all’Autorizzazione Unica della conferenza dei servizi svoltasi il 6 maggio 2014, a seguito del parere negativo espresso dal Comune di Orta Nova nell’aprile 2013, dall’Arpa, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali della Puglia, che aveva fatto proprio il parere espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici , è l’ing. Mariano Marseglia.

La ditta che esegue abitualmente i lavori edili per Alerion fa parte del gruppo Bonassisa.

Orta Nova futura, quanto somigli a quella passata!

Che tutto cambi affinché nulla cambi, anzi affinché tutto torni com’era!

 

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