Quale orizzonte

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E finalmente, dopo 75 giorni, si è celebrato il secondo consiglio comunale dell’era Tarantino

Proviamo a fare un’analisi di questo avvio di consiliatura a valle dei primi cento giorni di governo del nuovo sindaco.

di M.L.

Ancora non abbiamo capito esattamente cosa vuole fare il nostro sindaco, quali sono gli obiettivi che intende traguardare e come.

Niente linee programmatiche di mandato; nessuna notizia circa l’indennità di carica che pure avevano promesso di dimezzarsi per l’intero mandato; nulla sappiamo rispetto alla necessaria riforma della gestione dei rifiuti che  la precedente amministrazione, tra tante difficoltà, stava avviando a razionalizzazione attraverso l’adozione di un piano industriale per la raccolta domiciliare spinta; nessuna notizia circa il promesso taglio delle tasse.

Il palazzo sembra essere un fortino blindato. Altro che palazzo di vetro! Il sindaco, al di là delle esternazioni e delle enunciazioni di principio, è intollerante a qualunque forma di esercizio di democrazia e partecipazione: oppone un fantomatico diritto alla tutela della privacy su atti pubblici, nega documenti ai consiglieri abusando del suo ufficio e sostituendosi ai capi settore, decidendo arbitrariamente quali possono essere le materie di competenza dei consiglieri e quali non debbano esserlo; dispone riorganizzazione di uffici ignorando e variando delibere di giunta con un semplice tratto di penna; non sopporta la presenza a palazzo  di “alcuni” consiglieri di opposizione.

Ma gli atti comunque qualcosa ci dicono di questi primi cento giorni e del futuro che ci aspetta.

1) La principale occupazione della nuova amministrazione sembra essere la reintegrazione del potere e dei privilegi della dott.ssa Di Meo, la signora dei 70 mila euro l’anno di compensi accessori che con l’amministrazione Calvio si è dovuta “accontentare” dello stipendio e dei compensi accessori “base”.

DSC00004Ne è un esempio l’aver voluto portare in consiglio comunale una proposta di delibera, poi rinviata, che sostanzialmente metteva in mora l’Unione dei Comuni, rea di non aver sollecitamente sostituito l’organo indipendente di valutazione, organo che serve a certificare il raggiungimento o meno degli obiettivi fissati per poter poi pagare ai dirigenti la cosiddetta “indennità di risultato”con fondi del bilancio comunale.

La dottoressa è smaniosa perché è dal 2010 che non riscuote, avendo l’amministrazione Calvio sollevato dubbi di regolarità procedurale.

Peccato che per tutti gli anni in cui la dottoressa ha ricoperto il ruolo di segretaria dell’Unione si sia guardata bene dal redigere uno straccio di regolamento che disciplinasse i servizi trasferiti all’Unione dai vari Comuni dal 2009, compreso quello dell’organo di valutazione.

Il comune di Orta Nova ha contribuito al bilancio dell’Unione con circa 32.000 annui a partire dal 2008 (fatta eccezione per il dimezzamento voluto dall’amministrazione Calvio nel 2013). I servizi che avrebbero dovuto essere trasferiti dal 2009 sono rimasti di fatto mere enunciazioni (dal canile, allo sportello unico per le attività produttive, ecc.), in compenso la dottoressa ha riscosso dall’Unione per il “servizio reso” circa 100 mila euro.

Di fatto l’Unione sembra essere servita quasi esclusivamente per pagare i compensi al modesto personale impiegato.

La delibera, portata in consiglio talmente in fretta da non poter aspettare la costituzione delle commissioni consiliari, doveva servire per sottrarre l’operato della dottoressa al vaglio dell’organo di revisione dell’Unione, dal momento che la stessa è stata di fatto estromessa dall’Unione dall’ex sindaco Calvio,  e rimuovere così gli ostacoli che tutt’ora si frappongono alla liquidazione delle tanto agognate indennità di risultato .

La delibera é stata ritirata in quanto sarebbe arrivata dall’Unione una comunicazione, rimasta sconosciuta ai più, che ha di fatto reso necessario recedere dall’intento.

Ma sono diversi gli atti adottati, spesso in maniera irrituale, che testimoniano quale sia stata almeno fino ad oggi la principale preoccupazione del neo sindaco.  Sembra che l’urgenza di questa città sia rifondere la dottoressa Di Meo dei compensi che non ha riscosso durante i trenta mesi dell’amministrazione Calvio.

2) La seconda urgenza che preoccupa il neo sindaco sembra essere quella di provare a salvare il consigliere Ballatore.

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Dopo gli ultimi sviluppi sullo scandalo delle bollette TARSU non versate regolarmente nelle casse comunali, nell’ultimo consiglio comunale Chiaffredo Ballatore è stato addirittura promosso a componente delle commissioni consiliari e rappresentante della maggioranza all’Unione.

Segnale significativo di quale posizione intende assumere il sindaco nella vicenda TARSU: nessuna denuncia, nessuna richiesta di dimissioni al consigliere Ballatore e nessuna revoca della delega assessorile all’assessore Gallo.

È pur vero che il notevole ritardo con cui è stato convocato il consiglio e il fatto che delibere delicate per la sopravvivenza stessa dell’amministrazione, quale quella sugli equilibri di bilancio , si è dovuto portarle in consiglio, mettendole a rischio, senza che si sia riusciti prima a costituire le commissioni consiliari, fanno intuire che forse il clima nella maggioranza non è così idilliaco, con Ballatore che a questo punto sembra diventare sempre più l’elemento di vulnerabilità interna ed esterna del sindaco.

3) Dopo lo scomodo interludio dell’amministrazione Calvio ripartono gli espropri in zona PIP.

La faccenda tribunalein particolare riguarda un terreno che dovrebbe aggiungersi a tutti gli altri ettari invenduti e inutilizzati della nuova zona PIP, già oggetto di denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti da parte dell’ex sindaco Calvio a novembre 2012.

Nel bilancio, redatto dal commissario prefettizio, sono già stati accantonati 200 mila euro nell’eventualità che il giudice adito imponga al comune di Orta Nova di fare quest’altro inutile esproprio.

Nelle pieghe degli equilibri di bilancio, approvati in consiglio, sono però spuntati ulteriori 110 mila euro da aggiungere ai già accantonati 200 mila per un totale di 310 mila euro.

Segno questo che non si intende aspettare la sentenza del giudice che potrebbe arrivare non prima del 2015 e potrebbe anche non essere favorevole all’espropriando.

Ma evidentemente si vuole procedere ad una transazione prima della fine dell’anno e , a giudicare dall’aumento del fondo, si vorrebbe procedere operando un “sensibile” aumento.

4) E si riparte anche con mutui e mattone: progettare e costruire per progettare e costruire.hqdefault

Nel settore dei servizi sociali dopo il centro diurno per anziani e disabili (ex-caserma) , che non si vuole far partire visto che il bando è inutilmente scaduto dal 8/7/2014,  il “Dopo di noi” e l’asilo nido, che non hanno i fondi per funzionare , è la volta di una RSSA: residenza socio sanitaria assistita.

Si è deciso di partecipare a un bando regionale  e si contrarrà un mutuo, quale quota di compartecipazione , per costruire un ulteriore contenitore per cui non sono previsti fondi per il suo funzionamento.

Progettare e costruire per progettare e costruire.

5) Dulcis in fundo all’orizzonte si profila la ripresa alla grande dell’ affaire dell’eolico.

Anche qui dopo lo stop durato trenta mesi , in cui l’amministrazione Calvio si è opposta con successo all’installazione di nuove pale eoliche, qualcuno è impaziente di dare il via libera ad un nuovo parco da 70 pale in contrada Barone.

Forse è proprio per questo che era indispensabile evitare che a governare la città potesse tornare la “mosca bianca” Iaia Calvio.

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